I Dintorni

Cefalù:

Di antica origine preellenica, Kephaloídion, la cui storia urbana inizia nel V secolo a. C., divenne romana nel 254 a. C. Dopo il periodo bizantino e la occupazione araba seguita ai due rovinosi assedi del IX secolo.
Nel 1063, con la conquista da parte del normanno Ruggero D' Altavilla, inizio' per la città una nuova era di grande fecondità artistica e di prospettiva economica.
Il turismo, oggi in espansione, è un'importante fonte di reddito per gli abitanti (cefaludesi): 13.882 (1996). Oggi l'economia locale è basata sull'agricoltura, l'artigianato,la pesca, le industrie alimentari, del legno e dei materiali da costruzione.

Cefalù Cefalù Cefalù La Cattedrale di Cefalù

La Cattedrale:

Fondata nel 1131, l' imponente costruzione a tre navate della Cattedrale di Cefalù domina la piazza principale della cittadina. Affacciata su un sagrato a terrazzo chiuso da una cancellata, la facciata, realizzata nel 1240, presenta il portico a tre arcate del XV secolo, sovrastato da due ordini di loggette e incorniciato da due imponenti torri rese preziose da monofore e bifore.

                                                      

Il Parco delle Madonie:

Alle nostre spalle, è ideale per l'escursionismo culturale nei suoi paesini e per le sue naturalistiche passeggiate in faggete d'alta quota.
Descrivere le peculiarità del territorio madonita non è certamente sufficiente per comprendere perché, nel novembre del 1989, è stato istituito il Parco delle Madonie.
Piuttosto è necessario visitarlo! La risposta sta tutta lì: nei suoi luoghi unici; nei singolari monti dai profili vari ed articolati; nelle acque sorgive fresche e limpide; nelle piante rare e talvolta esclusive; nei fitti boschi e nelle radure; nelle fragili ali delle farfalle; nei tesori dell’architettura, innumerevoli nei centri abitati, ma emergenti inaspettati anche nelle campagne o in mezzo ai boschi; nell’identità culturale delle comunità; nelle origini nobili dei popoli che si sono succeduti; nel lavoro al ritmo del tempo dei contadini; nella fatica dei pastori o nelle mani abili ed instancabili degli artigiani.

Le Vie della Ceramica:

L'iniziativa, promossa e realizzata dall'Azienda Provinciale Turismo di Palermo è l'unica nel suo genere in Sicilia, e si snoda su un ampio territorio. Esso non solo ha una funzione di stimolo culturale, ma intende valorizzare, tutelare e infine recuperare le attività produttive tipiche del territorio. Fruibili nei prossimi mesi, gli itinerari saranno segnalati da diciassette pannelli esplicativi in plexiglas e da dépliant illustrativi.

Sono tracce di un'attività, ancora agli inizi del 900 attiva e fiorente, che occupava intere famiglie e che produsse manufatti di grande pregio artistico oggi, in molti casi, in stato di abbandono: cave, fornaci, stazzoni (cioè uoghi di produzione), i manufatti sono stati rintracciati, studiati e schedati per tipologia e stato di conservazione, e quindi inseriti in un interessante itinerario storico- artistico che coinvolge sette comuni del comprensorio madonita.

Castelbuono - Rivestimento maiolicato della guglia "a bulbo" della Chiesa del Crocifisso ubicata in corso Umberto. Si tratta di una tipologia tipica del settecento napoletano con mattoni a squama in maiolica (molti sono mancanti). La fornace di Castelbuono, in contrada Cocozzone è stata attiva sino al 1960.

Collesano
- Nel quartiere San Francesco, si trova l'opificio per la produzione della ceramica, costituito da forni per la cottura, fornetti per la preparazione degli ossidi, un mulino, i torni, l'area per l'essiccamento e la battitura dell'argilla. Probabilmente del tardo 500, la struttura è interessata da un progetto di recupero da parte del comune. Ubicata in piazza Castello, la Chiesa di Santa Maria la vecchia con la guglia a cono rivestita di mattonelle a cuneo risalenti al 600, in discreto stato di conservazione. Le mattonelle prodotte in loco formano rombi monocromatici bianchi, marroni, blu, azzurri e gialli.

Gangi
- Due le chiese con interessanti guglie maiolicate dei primi del XVIII secolo: il SS. Salvatore, nell'omonima via e San Cataldo, ubicata in via G. F. Vitale. La produzione è probabilmente locale e lo stato di conservazione dei mattoni romboidali che compongono un complesso motivo decorativo geometrico, è buona.

Geraci Siculo
- Ancora i rivestimenti maiolicati di due guglie di chiese, Santo Stefano, nell'omonima via, e Santa Maria Maggiore, in piazza Matrice. Realizzati tra il 600 e il 700 a disegno geometrico, sono in buono stato di conservazione.

Petralia Soprana
- Dai colori particolari, tra cui spiccano giallo oro e azzurro intenso, le guglie della Chiesa di Santa Maria di Loreto nella omonima piazza. Prodotte a Collesano, le mattonelle a cuneo risalgono alla metà dell'800. Una preziosa mattonella di inizio 800 che raffigura un ostensorio è situata in via Fonderia, nei pressi di piazza San Michele. Una fornace, in pessimo stato di conservazione, è ubicata in contrada porta Seri.

Polizzi Generosa
- Vi si trovano pavimentazioni nella Chiesa Santa Maria dell'Udienza e nella Chiesa della Badia Vecchia (nelle omonime piazza e via). La prima è costituita da venti mattoni che formano un disegno geometrico con al centro dei gigli. Si tratta di una manifattura di inizi del '700 dai colori bianco, verde e giallo, proveniente da Collesano. La seconda è un tipico esempio di pavimentazione trapezoidale bianco e nero alternato, di provenienza castelbuonese, più volte rifatto e modificato. Integra e in ottimo stato di conservazione si presenta la fornace di contrada Saprone. San Mauro Castelverde - Vi si trova un pregiato maiolicato della Chiesa di San Mauro in corso Umberto. Di forma emisferica, la guglia, della prima metà del 600, è decorata con mattonelle a cuneo disposte diagonalmente con monocromie parallele, un mosaico di bianco, nero, verde e giallo oro in discreto stato di conservazione. Due pannelli ceramici con soggetti sacri ubicati lungo il percorso della processione della Via Crucis risalgono alla fine del 700 (dal 1950 vennero rifatti dai maestri ceramisti di Santo Stefano di Camastra).